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1983. Milano Effimera Fu alla fine degli anni settanta che mi accorsi della varietà e della raffinatezza delle vetrine milanesi, attratta in particolare dalla bellezza e dalle espressioni dei manichini. La creatività dei vetrinisti era così multiforme, in quel periodo, che proposi ai Soci del Milanese un lavoro di gruppo che analizzasse l’effimero nelle zone più diverse della città, compresi i murales e le situazioni momentanee che si proponessero. Aderirono all’iniziativa una trentina di Soci. La perlustrazione dei rioni milanesi comportò per vari anni una ricerca affannosa e smodata, ma gli allestimenti erano così brevi che ognuno di noi ebbe a subire la perdita di miriadi di giochi luminosi che rendevano la nostra città una sfilata quotidiana di figure evanescenti. Nel dicembre dell’83 fu edito il libro “Milano effimera”. Wanda Tucci Caselli |